Igor Sibaldi: Come non essere stupidi, la rivoluzione del pensiero
- Blu Nautilus
- 19 gen
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In un'epoca saturata da informazioni e algoritmi che tendono a uniformare il gusto e il pensiero, la figura di Igor Sibaldi si staglia come quella di un moderno "disobbediente" della mente.
Scrittore, filologo e studioso di teologia, Sibaldi ha dedicato la sua carriera a esplorare i confini della psiche umana, portando alla luce una verità scomoda: la maggior parte di noi vive in uno stato di "stupidità indotta" non per mancanza di doti naturali, ma per un eccesso di adattamento sociale. Appuntamento domenica 8 febbraio a Malpensa Benessere per 'smettere di essere stupidi',
La Paralisi dello "Stupore"
Il nucleo della filosofia di Sibaldi, espresso con forza nel suo saggio Come non essere stupidi, parte da una provocazione etimologica. La stupidità non è un deficit cognitivo, ma uno stato di blocco. Lo "stupido" è colui che rimane incantato o spaventato da ciò che gli è stato insegnato essere vero, rinunciando alla propria capacità di esplorazione. È la condizione della "persona da allevamento", un individuo che si sente al sicuro solo finché segue i binari tracciati dalla collettività, temendo che il salto verso l'autonomia possa portarlo nel baratro.
Le Dodici Porte dell'Intelligenza
La struttura del metodo di Sibaldi è chirurgica. Egli non parla di intelligenza in senso astratto, ma la suddivide in dodici funzioni specifiche che coprono ogni aspetto dell'esistenza: dalla capacità di comunicare al rapporto con il tempo, dalla gestione dell'autorità alla percezione della propria ricchezza interiore.
Per Sibaldi ognuno di noi è un potenziale genio "paralizzato" in aree specifiche. C'è chi eccelle nella creatività ma diventa "stupido" (ovvero immobile e timoroso) quando deve gestire il proprio valore economico, o chi è un leader naturale ma resta bloccato in una visione infantile dei legami affettivi. Il superamento di questa condizione non avviene attraverso l'accumulo di nozioni, ma attraverso un "check-up" di queste funzioni, individuando dove la nostra evoluzione si è fermata per fare spazio all'obbedienza.
Il Metodo: L'Anticonformismo come Atto di Libertà
Ma come si spezzano queste catene invisibili? Il metodo di Sibaldi è una forma di igiene mentale basata sull'anticonformismo critico. Non si tratta di una ribellione fine a se stessa, ma di una riappropriazione del linguaggio. Sibaldi suggerisce che il primo atto di libertà sia interrogare le parole che usiamo e le "voci" che ascoltiamo dentro di noi.
Gran parte di ciò che chiamiamo "coscienza" è, secondo l'autore, un coro di autorità esterne interiorizzate — genitori, insegnanti, istituzioni — che ci dicono cosa è possibile e cosa no. Il metodo anticonformista consiste nell'imparare a distinguere tra queste voci indotte e il proprio desiderio autentico. "Perché vuoi ciò che vuoi?" è la domanda che lega la neurobiologia alla filosofia di Sibaldi: spesso desideriamo ciò che ci è stato ordinato di desiderare per non sentirci esclusi dal "gregge".
Conclusione: La Felicità come Disobbedienza
La visione di Sibaldi converge verso una conclusione audace: l'intelligenza e la felicità sono atti di coraggio. Uscire dalla stupidità significa accettare il rischio di essere diversi e di varcare quella soglia dove il consenso sociale finisce e inizia la scoperta personale.
In questo viaggio verso l'anticonformismo, il libro di Sibaldi non offre soluzioni pronte all'uso, ma strumenti per ricostruire una personalità che non debba più chiedere il permesso di esistere. In un mondo che ci vuole prevedibili, tornare a pensare diventa il gesto più sovversivo e vitale che si possa compiere.




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